Palmieri, Maria
La sua pratica artistica unisce la fotografia documentaria ad un approccio interrelazionale e critico,
attraverso performance partecipative, collaborazioni cross-media e progetti collettivi di creazione di
archivi di comunità.
Ha lavorato a progetti di formazione con F.project – Scuola di Fotografia e Cinematografia,
Associazione Libera Contro le Mafie, Loyola University of Chicago – John Felice Rome Center,
Museo della Ceramica di Montelupo, Logoi.ph, Museo Civico di Bari.
Ha esposto i suoi lavori a Gibellina (Sistema delle Piazze, 2016), Parigi (Galerie de l’Escale, 2016),
Salerno (Complesso Monumentale di Santa Sofia, 2016), Milano (BASE, 2018), Genova (Palazzo
Grillo, 2022), Montelupo Fiorentino (Galleria Facto, 2024), Mola di Bari (Castello Angioino,
2023/2024), Torino (Flashback Habitat, 2025), Foggia (Museo Civico, Galleria Provinciale di Arte
Moderna e Contemporanea di Palazzo Dogana, Palazzetto dell’Arte "Andrea Pazienza", Pinacoteca
900, BaE Biblioteca di Area Economica Unifg, 2016 – 2025).
Suoi lavori e interviste sono stati pubblicati su British Journal of Photography, Vice ID France,
Maps Magazine, Il Manifesto, OpenMigration, Dispensa, Il Fotografo.
Una sua foto scattata a Borgo Mezzanone nel 2025 diventa la copertina del libro "Sfruttare i viventi.
Un'ecologia politica del lavoro" di Paul Guillibert, nell'edizione italiana di Ombre Corte.
Nel 2016 il suo primo lavoro sul tema delle migrazioni, "Boundary as a Frame", realizzato in duo
come Rumore Pair, vince il Prix du Publique al Prix Levallois pour la Jeune Photographie
Europeenne.
Ha studiato fotografia alla ISSP in Lettonia con Taiyo Onorato nel 2016 e a Napoli con Mario
Spada nel 2015.
Laureata in Giurisprudenza nel 2013 all'Università degli Studi di Foggia con una tesi in diritto
dell’ambiente, nel 2019 - sempre all'Unifg - ha conseguito il Master di II Livello in Critica Sociale
della Contemporaneità – Globalizzazione e Diritti Umani, con tesi sull’impatto dell'automazione sul
lavoro femminile.
Sue opere in fotoceramica sono conservate nelle collezioni del Museo della Ceramica di Montelupo
Fiorentino e del Museo della Ceramica di Grottaglie.

